Il mio viaggio a Marrakech è stato anche la mia prima volta in Marocco. Avevo poco tempo rispetto ai viaggi che di solito faccio e avevo paura che un fine settimana lungo non bastasse per visitare tutto e in particolare per riuscire a respirare la vera aria che tira a Marrakech. 

E invece mi sbagliavo, perché in 3 giorni pieni sono riuscita a vedere la città in lungo e in largo, a scoprire qualche chicca meno turistica e a gettare le basi per un altro piccolo sogno, ovvero un on the road in Marocco in moto, che spero di fare a breve, perché questo paese mi è davvero piaciuto molto.

Ecco quindi una guida completa su cosa vedere a Marrakech, su dove mangiare per non cadere nei classici ristoranti turistici che popolano la Medina e su dove dormire. Come sempre nel mio blog, non mancherà qualche chicca segreta per fare un’esperienza ancora più autentica, fuori dai battuti percorsi turistici.

Tabella dei contenuti

Cosa vedere a Marrakech in 3 giorni

Eccoci alla parte più standard del nostro viaggio a Marrakech, perché va bene vedere il non turistico, ma se alcuni luoghi sono rinomati un motivo ci sarà! Di seguito vi elenco le cose da vedere a Marrakech:
 

Medrasa di Ali Ben Youssef

L’attrazione turistica che mi è piaciuta di più in assoluto: questa ex scuola coranica di architettura arabo-andalusa è una vera meraviglia per gli occhi. È impossibile non rimanere a bocca aperta difronte a tanta decorazione. Impressionante il cortile interno, un must degli edifici arabi, con una fontana centrale, due file di portici e una miriade di azulejos colorati e con motivi floreali. Molto interessanti anche le 130 celle in cui viveno i 900 studenti che alloggiavano alla scuola per apprendere il Corano, molte delle quali danno proprio sul cortile interno e da dove è possibile scattare delle bellissime fotografie.
Madrasa di Ben Youssef
Madrasa di Ben Youssef

Giardini Majorelle

Di proprietà prima del pittore francese Jacques Majorelle e poi di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, i Giardini Majorelle sono un altro must see se state pensando di organizzare un viaggio a Marrakech.
Il complesso è formato da un giardino botanico enorme, che ospita moltissime specie di piante provenienti da tutto il mondo, tra cui tantissime varietà di palme e cactus. Non manca poi la residenza principale, dalle linee cubiste con influenze moresche, di color blu majorelle, una particolare tipologia di blu freddo creata da Jacques Majorelle e ispirata alle tonalità dei villaggi berberi e della kasbah di Marrakech.
 
È importante sapere che è obbligatorio acquistare i biglietti online, altrimenti l’ingresso non sarà possibile. È certo che troverete molta fila all’ingresso ma non preoccupatevi perché, una volta entrati, i giardini sono talmente grandi da non creare l’effetto turismo di massa.
scorcio dei Giardini Majorelle, Marrakech
Giardini Majorelle

Palazzo Bahia

Un altro bellissimo edificio che mostra la raffinatezza e la ricercatezza dell’architettura tradizionale marocchina. Il palazzo risale al XIX secolo ed è composto da 150 stanze decorate con marmo, legno di faggio, cedro e stucco di zellige.

Maison de la photographie

Un posto imperdibile non solo per gli amanti della fotografia ma anche per chi vuole sapere di più sulle popolazioni che vivevano le città e i deserti grazie a reperti fotografici scattati tra il 1870 e il 1950-70. All’interno della boutique è anche possibile acquistare le stampe delle fotografie più belle della mostra e salire sulla terrazza per un tè alla menta con vista.
Maison de la Photographie, Marrakech
Maison de la Photographie

Le Jardin Secret

Proprio segreto non lo definirei, ma di certo includerei questo giardino nella lista di cosa vedere a Marrakech. Si tratta di un giardino esotico all’interno della Medina, dove è possibile trovare diverse piante particolari provenienti dall’estero e non solo. Bella la vista dalla terrazza del bar e carino il caffé in giardino. Non paragonabile alla bellezza dei Giardini Majorelle, ovviamente, ma comunque una valida tappa.

Shopping a Marrakech: i souk

E qui arriva il bello, perché fare shopping a Marrakech è un’attività che apparirà irresistibile anche per chi in genere non è amante degli acquisti forsennati. Appena entrerete nel labirinto dei souk sarete rapiti dalla bellezza delle ceramiche, degli strumenti musicali, delle lampade e di tutti gli altri prodotti artigianali che popolano i mercati di Marrakech. In giro per la città ci sono diversi souk, ma posso assicurarvi che capire in quale souk vi trovate non è affatto facile. Avevo letto in alcuni blog alcuni nomi ma se mi dovessero chiedere “sei sicura di essere stata in questo souk?” non credo che sarei capace di dare una risposta certa. In ogni caso ve li elenco, magari sarete piu bravi di me a trovarli:
 
  • Souk Semmarine: qui sono sicura di esserci stata, è il più famoso, il più fornito e credo anche il più grande. Un reticolato infinito di minuscole stradine dove si vende di tutto;
  • Souk Ableuh: appena fuori dalla piazza principale della città Jemaa El-Fnaa (che non mi è piaciuta per niente causa addestratori di scimmie incatenate e di poveri serpenti storditi). È un souk famoso per le spezie. Quando comprate le spezie, però, fate attenzione! Molti negozi non vendono le vere spezie marocchine, ma le importano dalla Cina per venderle ai turisti. Per cui, prima dell’acquisto, fate le vostre valutazioni;
  • Souk Kchacha: dove potrete acquistare ottima frutta secca;
  • Souk Haddadine: lanterne a tutto spiano;
  • Souk Siyyaghin: per gli amanti dei gioielli.
In ogni caso, attenzione ai motorini che passano tra i souk! Ce ne sono molti e ovviamente i marciapiedi non esistono!
Lanterne in un souk di Marrakech
Souk
spezie in un souk di Marrakech
Spezie

Viaggio a Marrakech: esperienze local

Questo non sarebbe il mio blog se non vi parlassi anche delle esperienze local. Ecco alcune cose da fare a Marrakech se volete uscire dai sentieri più battuti:

Provare un Hammam “local”

Provare l’esperienza dell’Hammam, si sa, è un’attività molto in voga in Marocco, per via del modo in cui la pelle viene lavata, frizzionandola energicamente con scrub e guanti appositi. Ma ci sono due maniere per provare il brivido di quest’esperienza: affidarsi a una delle spa più lussuose della città, attività esclusivamente per turisti con prezzi europei, o avventurarsi in un hammam tradizionale, frequentato anche dalle persone locali, molto più spartano e, ahimè, forse anche un po’ meno igienico. 
Girando per la Medina troverete sicuramente diverse spa locali, a voi la scelta! Ricordatevi, però, oltre di portare costume e ciabatte, che gli uomini saranno divisi dalle donne, cosa che non succede invece nelle spa per turisti.

Mercato Bab El Khemis

Quando si dice che il mondo è piccolo! Quando ero a Marrakech mi sono incontrata per caso con un’amica che avevo conosciuto durante il mio viaggio in Nepal e che mi ha portato a visitare un mercato locale, consigliatole dal proprietario del riad in cui alloggiava.
Il mercato in questione si chiama Bab El Khemis ed è frequentato solo da persone del luogo
intente a fare ogni tipo di acquisto. Il mercato è enorme e si vende qualsiasi cosa, tra cui tante tante cianfrusaglie: oggetti buttati a terra, “reperti” di antiquariato di poco valore, una miriade di prodotti che mai avreste pensato di trovare in un mercato. Dai cellulari agli IPad con lo schermo rotto, ai soffioni per la doccia tutti impolverati, ai giochi per bambini risalenti agli anni ’70, fino alle porte, ai divani e a qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente. E vogliamo parlare dei floppy disk?
Non un posto dove comprare souvenir carini, ma a mio parere merita una visita per capire la differenza tra quelli che sono i veri mercati locali e quelli che vengono destinati ai turisti.
Mercato di Marrakech Bab El Khemis
Bab El Khemis

Fermatevi a osservare la quotidianità

E quale attività migliore se non quella di fermarsi a osservare la quotidianità che ci scorre davanti agli occhi? Questo è forse il modo migliore per capire come funziona la vita in un paese diverso dal nostro: dove comprano le persone, quali negozi, mercati o supermercati ci sono? L’usanza è di fare colazione fuori la mattina? E che lavori fanno? Insomma, solo vagando senza meta e osservando la routine delle persone ci possiamo fare un’idea sulle usanze dei cittadini locali. 
persona che fa colazione a Marrakech
donna che vende il pane a Marrakech

Dove mangiare a Marrakech: non fatevi ingannare!

Se cercate su internet “dove mangiare a Marraekech” o “i migliori ristoranti di Marrakech” vi usciranno perlopiù ristoranti ultra-turistici, perché come ormai sappiamo Marrakech è una città molto visitata e per questo, in particolare la zona della Medina, si è adattata alle esigenze dei visitatori stranieri. La maggior parte dei ristoranti più in, poi, non sono di proprietà di persone marocchine, ma di occidentali che hanno cercato lì un business remunerativo.
Per questo, Marrakech è piena di rooftop dove fare un aperitivo per vedere il tramonto, di caffè instagrammabili e di ristoranti dove scorgerete solo visi occidentali. Quindi viene da chiedersi: ma la gente del posto a mangiare dove va?
Chiedendo un po’ in giro ho scoperto che in Marocco non è molto radicata l’usanza della cosiddetta cena fuori, perché la gente in genere mangia a casa con gli amici e al massimo se va fuori prende una cosa al volo. Se cerchiamo bene, però, se non abbiamo timore di perderci per le minuscole stradine della Medina, qualche ristorantino salta fuori. Eccone un paio che mi sono particolarmente piaciuti:
 
  • Naima Couscous: un’insegna semplice con una scritta che recita in francese “bon couscous”, cinque tavoli, tre donne in cucina e l’atmosfera di casa. Da Naima si mangia solo couscous, in genere quello con pollo e verdure ma si può richiedere anche l’opzione vegetariana. Per questo motivo non c’è il menù; ci si siede, la cameriera viene a prendere l’ordinazione delle bevande e dopo un po’ si viene serviti. Il couscous è molto buono e si mangia direttamente da un piatto grande che viene posto al centro del tavolo.
  • Mokhtar Resto Imo: nella zona nord, sulla strada per andare ai Giardini Majorelle. Il ristorante è a conduzione familiare, vi accoglieranno due fratelli molto gentili e mangerete cucina tipica davvero buona.
Non dico che in questi ristoranti non incontrerete turisti, ma è probabile che saranno persone che come voi hanno cercato di trovare una cucina più autentica, fatta di sapori veri e non quella che spesso viene rifilata ai turisti, meno speziata e con poco sapore. 

Un corso di cucina consigliato

Un’altra esperienza che mi sento di consigliare è un pranzo o un corso di cucina presso l’associazione non profit Amal, che da anni si impegna ad aiutare donne vittime di violenza domestica o quelle che non hanno potuto studiare inserendole in un programma di empowering femminile, che ha l’obiettivo di renderle indipendenti in primis da un punto di vista economico, impiegandole nel settore culinario e non solo.

Esistono due sedi di Amal: Amal Targa Center, una bellissima struttura dove si può sia pranzare che realizzare i corsi di cucina, e Amal Gueliz Restaurant, un ristorante aperto solo a pranzo.

Tajine

Dove dormire a Marrakech?

La parola d’ordine è riad, le antiche abitazioni urbane tipiche del Marocco, composte da un’insieme di stanze che affacciano su un cortile interno e da una terrazza con vista sulla città. Oggi sono molti i riad che si sono convertiti a uso turistico, quindi di certo non farete fatica a trovarne uno. L’unico consiglio che mi sento di dare è di cercarlo il più vicino possibile alle mura della Medina e non proprio al centro: in questo modo sarà più comodo raggiungerlo col taxi dall’aeroporto e in più non dovrete camminare per un bel pezzo con i bagagli in mano. Considerate, infatti, che dentro la Medina non ci sono marciapiedi e che spesso le strade non hanno un nome, per cui trovare i riad molto centrali a volte non è semplice.

Riad a Marrakech

Spero che questa guida alternativa su cosa vedere a Marrakech vi abbia incuriosito: anche con pochi giorni a disposizione si può cercare di vivere qualche esperienza un po’ più autentica e meno turistica!

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